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Redazione
Storia dell'oratorio

Prima puntata: i primi oratori

Casa oratorio

Ed eccoci alla prima puntata della storia dell'oratorio vecchio... Ci verrebbe da chiederci, prima di raccontarne, cosa significhi il termine oratorio, perché sia nato e con quale obiettivi. Gli oratori, inizialmente, erano piccoli luoghi di culto dove i fedeli si riunivano a pregare. Il primo oratorio come edificio destinato alla pastorale giovanile nasce nel 1550 per iniziativa di S. Filippo Neri; nel 1575 papa Gregorio XIII eresse la congregazione dell'Oratorio e concesse la Chiesa di Santa Maria in Vallicella che divenne così il luogo del primo Oratorio.
Agli inizi del 1800 Santa Maddalena di Canossa fondò la prima casa (oratorio) per raccogliere le ragazze di strada di Verona, educandole alla religione e alle professioni. L'8 dicembre del 1841 S. Giovanni Bosco incontra Bartolomeo Garelli e alcuni giovani nella sagrestia della Chiesa di S. Francesco d'Assisi a Torino per il primo di una serie di incontri di preghiera; il 12 aprile 1846, giorno di Pasqua, don Bosco realizza il suo vero e proprio Oratorio stabilendosi sotto una tettoia con a disposizione un pezzo di prato: dal suo esempio, l'Oratorio diventa luogo di aggregazione e formazione sia religiosa sia umana.

La struttura oratoriale varia a seconda della località e della storia del luogo; solitamente si trova nei pressi della Chiesa parrocchiale e dispone di ambienti di vario tipo: impianti sportivi all'aperto (campetti da calcio e sale giochi), locali per la catechesi o per riunioni e il bar. Gli oratori più moderni sono dotati di una sala teatro, una cappella e una cucina.



Seconda puntata: don Capelli e l'oratorio di Bonate Sopra

foto di gruppoOra che sappiamo quando nascono gli oratori e con quale scopo, possiamo passare a scoprire le origini del nostro oratorio. Parlando con P.F. si scopre che era nato proprio in quella casa che successivamente sarebbe diventata l'Oratorio di Bonate Sopra; tuffandosi nell'archivio parrocchiale si scopre che è proprio così: una casa di proprietà del Comune, adibita a scuola ed uffici, venne venduta all'asta ai Signori Zambelli e successivamente acquistata da don Pietro Capelli.

In una lettera all'Economato Generale di Milano, in data 8 aprile 1924, egli scrisse: "In questa Parrocchia di Santa Maria Assunta in Comune di Bonate Sopra che conta più di 2.200 abitanti è assolutamente necessario un Coadiutore parrocchiale; ma la Fabbriceria non ha una casa di sua proprietà di maniera che il Coadiutore deve abitare un casa d'affitto." [...] "Il sottoscritto Parroco con risparmi propri e con offerte date allo scopo da buone persone ha potuto mettere insieme un piccolo capitale per procurare la casa al Coadiutore ed ora vi sarebbe propizia l'occasione d'acquistare una bella casa, già scuola e ufficio comunale, con la spesa di 21.000 Lire." [...]


Terza puntata: l'alternarsi dei parroci, la trasformazione del Paese e dell'oratorio

Il salone

Dall'atto notarile del notaio Locatelli Dr. Giuseppe di Bergamo, si scopre che il Consiglio Economico Diocesano prima acquista il fabbricato (la casa di proprietà del Comune), poi lo dà in concessione alla Parrocchia di Bonate Sopra (1925/1940) e, infine, lo dona alla stessa (1940).

Nel frattempo si succedono vari parroci: dopo don Capelli, don Signorini (direttore dell'Eco di Bergamo) e don Paleni. Se il primo aveva spinto fortemente per l'acquisto della casa per il Coadiutore, il secondo profuse molte energie per il cinema-teatro, mentre don Paleni si preoccuperà di molteplici iniziative.

Con il passare degli anni il paese di Bonate Sopra subisce una lenta ma significativa trasformazione: da vita puramente contadina a quella industriale; la popolazione è in continuo aumento e le esigenze si moltiplicano: dai 2.200 bonatesi dei tempi di don Capelli si passa agli oltre tremila.
Ecco quindi come don Francesco Bonalancia, successore di don Paleni, arriva in una parrocchia caratterizzata da uno sviluppo demografico consistente, da un livello di vita nettamente migliore e da giovani che vogliono sperimentare nuove sensazioni al di fuori della vita paesana, spesso illusorie e negative. Il parroco sente quindi l'esigenza di ampliare l'Oratorio per dare maggiore spazio a coloro che si sentono di mettersi in discussione in una società in forte trasformazione: su progetto dell'architetto Vico Brambilla di Ponte San Pietro, l'oratorio viene ampliato con nuove aule.


Quarta puntata: don Battista Bolis e il nuovo cinema

Purtroppo, nonostante un primo momento, i giovani iniziano a disertare sempre più l'oratorio; nel 1965 don Battista Bolis scrive "La popolazione di Bonate Sopra manca di preparazione e di istruzione religiosa e profana. La gioventù non segue le tradizioni dei padri" e si pone come obiettivo l'educazione della gioventù e della fanciullezza con catechismo, sacramenti e vita di Oratorio; tenta, inoltre, una strada innovativa costruendo un nuovo cinema, per far sì che i giovani abbiano uno spazio più moderno di intrattenimento.  Il 26 luglio 1966 hanno inizio i lavori su progetto dell'Ing. Di Girolamo e ad opera dell'impresa costruttrice Fratelli Bonzanni; il 26 febbraio 1967 viene inaugurato il nuovo cinema.
Nonostante tale progetto, l'oratorio vede un ulteriore abbassamento della frequenza della gioventù nell'ambito dell'oratorio e il cinema viene progressivamente smantellato: prima la platea e più tardi la galleria per farne un salone unico da adibire ad attività sportive.

La presenza di don Bolis in Bonate Sopra è accompagnata dal curato don Maurizio Cremaschi (per 18 mesi); "Il Curato ha cercato con parole, con nuove attività di rompere le vecchie tradizioni come vita di oratorio, maestri di catechismo, Azione Cattolica, frequenza alle Sante Confessioni. I fedeli di Bonate Sopra non l'hanno seguito e non l'hanno capito". La presenza di don Cremaschi non è stata del tutto infruttuosa poiché egli ha fatto riflettere il parroco "sulle diverse tradizioni e sui diversi sistemi nuovi; aprire al nuovo soprattutto per capire la gioventù". (Cronicon)

 


Quinta puntata: don Sergio Morandi e la rinascita dell'oratorio

CSILa vita dell'oratorio continua a perdere consistenza e, per non lasciare i locali semivuoti, questi vengono dati in concessione al Comune da adibire ad aule della scuola media. Nel 1973 la scuola media viene trasferita nel nuovo plesso scolastico di Via S. Francesco d'Assisi e "l'Oratorio rimane completamente libero per le necessità parrocchiali". (Cronicon)
Con l'avvento del curato don Sergio Morandi che, con alcuni collaboratori, dà il via al nuovo CSI, l'oratorio sembra rinascere anche se le strutture non offrono quelle opportunità che la società moderna esige: locali fatiscenti, spogliatoi inadeguati, servizi mancanti. Nonostante ciò, l'oratorio si popola di piccoli aspiranti calciatori che interagiscono anche nella vita cristiana e catechistica e trascinano a loro volta genitori, fratelli e nonni. Si trova la forza per rinnovare l'oratorio: il primo settembre 1988 iniziano i lavori di ristrutturazione da parte della ditta Frigeni su progetto dello studio del geometra Lorenzi Giovanni; viene abbattuto il vecchio salone e rimodernata la parte sottostante del fabbricato voluto da don Bonalancia. Si realizzano un salone bar, spogliatoi con servizi e docce, servizi per il pubblico, garage per il curato, un salone per incontri culturali, cappella e quattro aule per il catechismo (al piano superiore).

[a cura di Adriano Nava]

 
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